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Nel 45° anniversario del Vajont un gruppo di ciclisti bresciani impegnati sui temi della pace e dell'ambiente ha pedalato fino a Longarone per rendere omaggio alle 2000 vittime della tragedia del 9 ottobre 1963 e per testimoniare contro il dissennato sfruttamento del territorio che ora come allora è all'origine di simili tragedie. Partiti , simbolicamente, dalla Piazza Loggia di Brescia i trenta ciclisti hanno fatto tappa a Rosà di San Pietro, Vicenza, per incontrare il presidio di protesta contro il locale inquinamento da cromo esavalente. A Bassano del Grappa hanno incontrato l'associazione Ponti di Pace e a Belluno hanno ricevuto dalle istituzioni i complimenti per l'iniziativa. Infine dopo 300 km hanno raggiunto i luoghi delle commemorazioni (che quest'anno ha visto la partecipazione di molti soccorritori di quei giorni). A Fortogna nel cimitero monumentale delle vittime. Poi a Erto, nell'area della diga, dove hanno condiviso una veglia notturna con i superstiti della strage. Ma il momento più toccante è stato quello con i 450 (tanti quanti i bambini vittime di quel 9 ottobre) palloncini liberati dai bambini nel cielo sopra la diga. La ciclomanifestazione è stata organizzata da FIAB-Brescia e PaxChristi con la collaborazione della FIAB di Belluno.