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«Dopo il lockdown che ne dici di fare una vacanza in bicicletta ?»

Quinta parte

Ok, Feltre non è Parigi, ma la sensazione è splendida!


FRANCESCO - È tutto pronto. Sabato 4 luglio 2020. Bici pronte e borse caricate. Il tempo è bello, e quindi si parte!
Ci sono due strade (quasi) ciclabili per andare da Belluno a Feltre. A me piace di più quella in sinistra Piave, più lineare e fuori del traffico.
Passato il Piave mi sento già benissimo. La ciclabile sale e scende, lambendo i paesi della valle, nel verde e nel silenzio. Dopo Lentiai c’è un bel pezzo di strada bianca fino alla diga di Busche, che non è per niente un problema con le city bike. Le bici sono un po’ cariche, per cui andiamo più lentamente, e la marcia procede tranquilla. Sosta sulla diga di Busche per un cioccobiscotto e un po’ di panorama sul Piave. Ora viene la parte peggiore. Un chilometro sulla statale 50. Non ho idea di come evitarlo, ma dura poco, e poi ci ributtiamo verso Villapaiera, dove siamo nuovamente nel verde e nella pace. Quasi ad Anzù ci infiliamo sotto la ferrovia per un tratto che ci porterà fino a Feltre.
Una delle grandi soddisfazioni del cicloturismo è entrare in città, passare accanto al cartello col nome e pensare: “ce l’ho fatta!” Ok, Feltre non è Parigi, ma la sensazione è splendida e ci prendiamo il lusso di passare per il centro (beh, non il centro storico, che è in salita) guardando la gente indaffarata per il mercato. Poi tagliamo per la ciclopedonale e ci indirizziamo verso Pedavena. Prima di Farra di Feltre si gira a sinistra e… magia! Di nuovo nel verde e nella pace. Passato Frassené c’è un altro tratto decisamente spettacolare, prima nel verde e poi fra le rocce, e siamo quasi arrivati.
Ora entra in campo la programmazione: il negozio più vicino è ad Arsiè, che dal Corlo sono tre chilometri ma, visto che ci passiamo davanti e non abbiamo voglia di tornarci dopo pranzo, decidiamo di fermarci per la spesa per il pranzo e per la cena. L’unico trucco è prendere qualcosa che tenga duro fino a cena senza bisogno del frigo. C’è la fila per entrare, per cui aspettiamo un po’, ma entra Chiara, e io me ne resto fuori a guardare le bici e a riposare.
La strada per il lago è facile, perché è quasi tutta discesa (adesso mi ricordo perché non volevamo tornare indietro!) e troviamo il campeggio facilmente. Bello ed erboso, troviamo spazio per la tenda, la montiamo e… dove sono i picchetti? Nessun picchetto. Lasciati a casa. Non ci perdiamo d’animo e cominciamo a chiedere a tutti. Il bilancio ci vede con due picchetti (il meglio sarebbe sei) e una serie di chiodoni che il gestore ci presta gentilmente: è fatta!
La bici elettrica si è ricaricata e c’è ancora del tempo: ci guardiamo intorno e scopriamo che il lago del Corlo (che in realtà è un bacino idroelettrico) è un posto molto interessante. A metà pomeriggio prendiamo le bici e andiamo a perlustrare i ponti e gli scorci: meritano assolutamente!
Infine, chiudiamo con la traccia del GPS (che mettiamo per ogni tappa) per i più appassionati.

CHIARA - È giunto il momento, si parte. Francesco è riuscito a “programmare” anche il bel tempo per i prossimi giorni: grande! Bardati di tutto punto, sembriamo quei turisti davanti ai quali spesso mi sono chiesta: “Ma che gusto ci troveranno questi nel far fatica?”. Ora andrò anche io in cerca di quel gusto, ma sperando di non far proprio tanta fatica. L’aria fresca del mattino mi mette energia, ho proprio voglia di partire: lockdown addio! Passo per stradine sconosciute in luoghi in realtà ben noti e comincio a vedere la vita da un’altra prospettiva: la pedalata mi porta in mezzo a paesini con gente che sistema i giardini e a prati che profumano di erba da poco tagliata o di fieno pronto ad essere raccolto e si innescano subito piacevoli ricordi d’infanzia. A dire il vero il percorso non è faticoso e questo mi rallegra. Possiamo approfittare per fermarci facilmente ad ammirare vecchi borghi tenuti con cura e amore. Imparo anche a tenere d’occhio le indicazioni della ciclabile con la curiosità di sapere quanto manca alla meta.
Eccoci arrivati al camping. Sarà forse la soddisfazione di avercela fatta, ma oggi vedo tutto bellissimo. Il lago del Corlo è proprio un incanto e pensare che non ci ero mai stata! Acqua, bosco e rocce hanno sfumature del tutto particolari: qualcuno lo paragona ai fiordi norvegesi… e io ci sono arrivata in bici! Cena in riva al lago: cosa chiedere di più?