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«Dopo il lockdown che ne dici di fare una vacanza in bicicletta ?»

Sesta parte

Il pulcino e la chioccia


FRANCESCO - Il secondo giorno è sempre il più difficile. Il primo sei fresco e motivato. Il secondo ancora non sei in forma, e in più c’è la stanchezza del primo che deve ancora passare.
Smontiamo la tenda, sgonfiamo i materassini, avvolgiamo i sacchi a pelo, mettiamo il tutto nelle borse e ci prepariamo alla colazione: è l’unico pasto che faremo al bar, perché non abbiamo né caffettiera né zucchero, e poi così facciamo prima. Ci fermiamo dunque al bar del campeggio, dove ci attardiamo un po’, e partiamo.
Oggi la tappa prevede di andare fino in fondo al lago, dove c’è la diga, e fare un tratto bellissimo per scendere fino a Cismon del Grappa, già in Valsugana. Purtroppo, per svalicare c’è una salita: Chiara sale agile con la bici elettrica, ma io faccio una gran fatica. La discesa è altamente spettacolare: chiusa al traffico veicolare è strettissima, con l’asfalto non sempre perfetto e con degli scorci indimenticabili. Incrociamo qualche gruppo di ciclisti che dalla pianura salgono per una scampagnata, ed eccoci in Valsugana! Molti di noi pensano alla Valsugana come uno stradone fra le montagne: in realtà c’è il Brenta, una ciclabile che la percorre tutta da Calceranica a Bassano, un sacco di borghi e vedute e coltivazioni di tutti i tipi, fra cui molte mele.
Attraversiamo il Brenta e ci infiliamo nella ciclabile. L’avevamo percorsa in senso contrario qualche anno fa: la differenza è che stavolta stiamo risalendo il fiume e la ciclabile lo costeggia continuamente. Sali e sali passiamo per boschi, argini e ponti, tutto nella pace più totale e circondati da ciclisti. La nostra prima tappa è Borgo Valsugana, la città principale della valle. La ciclabile ci passa proprio nel mezzo, e quindi ci fermiamo: la chiesa, la piazza, la gente. E soprattutto sta cominciando a fare caldo, per cui occorre acqua e un po’ di ristoro. Quando ripartiamo è ormai mezzogiorno e il caldo è molto impegnativo, per cui la salita ci fa proprio sudare. L’ultima parte è tutta ad alberi di mele. Curatissimi e ordinatissimi. Finalmente arriviamo in cima e l’ultima parte è in discesa. Questa sarà la tappa con il maggiore dislivello: 1170 metri.
Il campeggio è vicino al lago ed è pienissimo, tanto che ci sono poche piazzole libere. Scegliamo la nostra, e mettiamo la tendina all’ombra. Abbiamo un problema per il pranzo, perché è domenica, è tardi, e i supermercati sono chiusi. Chiara trova allo spaccio del campeggio (in realtà molto spartano) del pane e dell’affettato. Senza un’idea migliore ci sediamo ai piedi di un albero nella nostra piazzola. Attirato dal profumo del prosciutto, si avvicina un cagnolino a cui diamo delle carezze. La conseguenza divertente è che i padroni del cane ci vedono, e si presentano con un paio di sedie e addirittura con degli sgabelli per appoggiare i piedi! Che comodità! Il resto del pasto acquista un altro sapore. Pomeriggio in riva al lago (da non perdere! Si capisce che è affollatissimo) e cena… per la cena stasera dobbiamo andare fuori (e sarà l’unica volta), e ci godiamo anche il tramonto sul lago.
Dobbiamo risolvere un altro problema: domani pomeriggio è prevista una bella pioggia, e con la tenda non è una grande esperienza. La tappa di domani prevede l’arrivo a Bolzano, e ci ricordiamo che una nostra amica ha una casa proprio là: senza nessuna vergogna chiamiamo. Lei non c’è, ma la casa sì!

CHIARA - Tutto sta seguendo la programmazione prevista. Io seguo Francesco come fa un pulcino con mamma chioccia. Oggi ci aspetta di prima mattina una bella salita, che in realtà a me era sfuggita in fase di preparazione. E qui la bici elettrica parte senza pietà… e il pulcino supera la chioccia. Il problema è che poi ho il terrore che la batteria mi abbandoni e quindi la sfrutto al minimo lungo tutta la Valsugana. Il caldo e la stanchezza cominciano a farsi sentire: fortunatamente una gelateria allevia i miei sforzi. Arriviamo al Lago di Caldonazzo e ci sistemiamo in camping dove riscopro che siamo circondati da persone attente e disponibili. La splendida giornata ha fatto riversare un sacco di gente in riva al lago: è dura trovare un parcheggio, ma non per noi! È bello rivedere bambini che giocano felici insieme, spero si siano già lasciati alle spalle le loro fatiche dell’isolamento di questi mesi.