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7/11
«Dopo il lockdown che ne dici di fare una vacanza in bicicletta ?»

Settima parte

Signori... si cambia fiume


FRANCESCO - Dunque: andare dal lago di Caldonazzo a Trento in bici è complicato. In effetti la valle più avanti si stringe moltissimo e non resta molto spazio per la bici. Il problema si risolve facile: c’è un treno che ci porta dritti fino a Trento poi, lo sanno tutti, da Trento a Bolzano sono 50 chilometri. In più la casa è in centro a Bolzano, mentre il campeggio sarebbe fuori città, in direzione di Merano, per cui la tappa dovrebbe essere leggera.
Dopo la giornata calda di ieri ci svegliamo prestissimo e chiudiamo tutte le nostre cose (ormai abbiamo fatto pratica), mentre avevamo restituito le sedie già ieri. Usciamo e ci prendiamo un bel cappuccino e cornetto vicino alla stazione dei treni di Calceranica seduti all’aperto. Ottimo! Il treno fino a Trento è veloce ed eccoci in stazione.
La ciclabile dell’Adige è anche detta “Ciclovia del Sole”: parte dal Brennero e in teoria arriva fino in Sardegna e vorrebbe essere la “spina dorsale” ciclabile del paese. Noi ne faremo un piccolo pezzo. Abbiamo cambiato fiume un’altra volta, ed eccoci in riva all’Adige. Dopo qualche fatica a trovare la ciclabile, ci avviamo fuori dalla città. La valle è sempre molto ampia e caratterizzata da grandi coltivazioni, specialmente di mele. Quindi, le cose più visibili sono la ferrovia del Brennero e l’autostrada, che incrociamo di quando in quando. Soprattutto l’autostrada non è un gran ché per la vista e per il rumore. I meli invece sono bellissimi.
Ci mettiamo abbastanza poco a notare che, ogni volta che c’è un affluente dell’Adige, la ciclabile deve fare delle circonvoluzioni per trovare un ponte agibile, e questo allunga il percorso. A parte questo, la ciclabile è drittissima e in leggerissima pendenza (ma proprio leggerissima!). Scopriamo dopo un po’ che ci sono dei punti con delle fontane lungo la pista, anche se non frequenti, e capiamo abbastanza presto che ci sono molto utili, perché ci accorgiamo che sta facendo sempre più caldo!
Più avanti troviamo un banchetto con un ragazzo che vende (a prezzi esorbitanti) vari prodotti, fra cui succhi, pane tipico e… ciliegie! Ha delle ciliegie enormi che acquistiamo e che ci deliziano per i chilometri successivi. Gli ultimi chilometri sono impegnativi, perché ormai è ora di pranzo e il caldo è opprimente. Per di più, i chilometri non sono proprio 50 (alla fine ne conteremo più di 67), per cui la sensazione è quella di non arrivare mai.
Bolzano è famosa per essere la “città ciclabile”. Ci sono ciclabili e ciclisti ovunque. Seguendo le ciclabili troviamo rapidamente la casa. Come d’accordo contattiamo la vicina che ci dà le chiavi. Mettiamo le bici in garage e portiamo su le sacche. È ora di riposare? Nemmeno per idea! Dobbiamo ancora pranzare. A poche centinaia di metri c’è un supermercato (lo sapevamo, perché avevo individuato le posizioni dei supermercati durante la pianificazione) e il bello è che stavolta possiamo fare la spesa anche per la cena, perché abbiamo il frigo. Inoltre, abbiamo una cucina vera a disposizione per cui abbiamo una grande scelta: la nostra punta di diamante è una bella tagliata! Un tocca-sana dopo la fatica della giornata. Quindi ampia frutta, latte, biscotti (già che ci siamo domani faremo colazione qui) e una birretta. Servizio completo.
Dopo pranzo Chiara propone di fare un salto in centro, ma “sono un po’ stanchino” per citare Forrest Gump, e la convinco a stare a casa a poltrire. Una nota di colore: a una certa ora del pomeriggio arriva un bell’acquazzone con tanto di arcobaleno finale. Almeno non abbiamo preso acqua in tenda. La temperatura scende a livelli molto più tollerabili. Inoltre, il materasso è molto confortevole.

CHIARA - Arriviamo a Trento in treno: rimango stupita dalla flessibilità che ci consente la bici.
 Allora… io non sono molto forte in matematica, ma un minimo di conti riesco ancora a farli e non mi capacito del fatto che i chilometri che ci dividono dalla meta in questa tappa molto spesso aumentino invece che diminuire!!! Stavolta è proprio lunga la strada, anche se non faticosa, e fa caldo. Francesco ha un radar per trovare le fontanelle d’acqua che sono un toccasana per fortuna. Mi piace pedalare accanto al fiume e guardare l’acqua che scorre mi dà una sensazione di pace. Contribuisce anche il fatto che ho staccato anche il contatto con il telefonino, che è relegato in una tasca del borsone: il non sentire il suono dei messaggi che arrivano è molto liberante. Mi ci voleva.
Finalmente il cartello con scritto l’agognato “Bolzano”, il mio fondoschiena oggi reclama una sosta come si deve. Ed ecco che il mio desiderio viene esaudito: un vero letto per stasera. La nostra amica Giorgia, che abita lì, ci offre la sua casa: ma quante piacevoli sorprese in questo viaggio! In questo modo riusciamo anche ad evitare l’acquazzone.