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8/11
«Dopo il lockdown che ne dici di fare una vacanza in bicicletta ?»

Ottava parte

Certi giorni non ne hai mica voglia


FRANCESCO - Va bene, se è relax non è una tappa. L’idea iniziale era di andare fino a Fortezza seguendo la ciclabile del sole, e poi prendere il treno per la Pusteria. Ma oggi non ne abbiamo mica voglia, quindi piano B: mattina a Bolzano, poi c’è un treno per Fortezza verso le 12.30 e cambio immediato per Villabassa.

La sveglia è proprio tranquilla e la colazione sontuosa: latte, caffè, biscotti, marmellata (questa l’abbiamo sgraffignata alla mia amica). Prepariamo le borse e decidiamo di prendere la funivia del colle. È un classico dei locali e si contrappone alla funivia del Renon, forse più celebre, anche per il fatto che in cima c’è un bel trenino. Con le bici arriviamo fino alla stazione di partenza e ci facciamo portare (bici comprese) fino in cima. C’è una torre di legno da salire, da dove c’è un panorama grandioso (e anche ventoso)!

La discesa è impegnativa: strada non larga, pendente e con parecchi tornati. La percorriamo con prudenza e arriviamo rapidamente alla base della funivia, dove ci dirigiamo verso il centro della città, per un po’ di visita.

A casa a recuperare le borse e a restituire le chiavi, e ci dirigiamo in stazione per prendere il treno. Questo treno ci porterà praticamente al punto più alto della nostra gita (tecnicamente lo spartiacque di Dobbiaco, dove finisce la statale Alemagna) e poi sarà tutta discesa. Fra un treno e l’altro approfittiamo anche per pranzare con un panino.

Al camping di Villabassa siamo di casa: siamo già stati qui anche con la tenda e le bici una volta l’anno scorso, e soprattutto molte più volte con la nostra roulotte. Ci sistemiamo in una piazzola minuscola e poi… e poi qui c’è la piscina! Non perdiamo l’occasione e ci passiamo un’ora e più. Gli ingressi sono contingentati e vediamo un certo nervosismo nei campeggiatori, per cui dopo un po’ decidiamo di lasciare libero il posto. Senza dubbio ne è valsa la pena. Quindi spesa in paese a Dobbiaco (con le bici, ovviamente) e cen… accipicchia! Altre persone hanno già occupato quel bel tavolo con panche vicino alla nostra piazzola che avevamo adocchiato! Poco male: c’è il parco animali a due passi e portiamo il tutto là dove troviamo alloggio su una panchina. Cena a base di canederli e sonno ristoratore.

CHIARAAbbiamo dormito proprio bene e siamo pronti per continuare l’avventura. Siamo in centro e mi dispiace di ripartire senza fare un giro in città. Decidiamo di vedere una panoramica dall’alto e sfruttiamo una funivia per salire sul colle della città, così, dopo il treno, sperimentiamo anche la possibilità di caricare le bici su questo nuovo mezzo di trasporto: niente male! Il panorama è favoloso. Le bancarelle del mercato in centro ci regalano sapori che apprezziamo. Visto tutto il movimento che facciamo in questi giorni ci possiamo concedere anche dei peccati di gola, no?

Il treno ci porta in Pusteria, luogo che amiamo molto ed è per noi sinonimo di riposo e anche questa volta non delude le nostre aspettative.