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9/11
«Dopo il lockdown che ne dici di fare una vacanza in bicicletta ?»

Nona parte

Il ritmo della pedalata e dei miei pensieri


FRANCESCO - Siamo al punto più alto del nostro giro. Questo significa che da oggi cambiamo fiume e seguiremo la Drava per un pezzo del suo percorso. Significa anche che da adesso in poi è tutta sostanzialmente discesa! Discesa: si fa per dire! Intanto bisogna salire fino allo spartiacque. Sistemate le nostre cose partiamo motivatissimi, perché abbiamo deciso di fare colazione in una pasticceria di Dobbiaco che ha delle vere prelibatezze. È vero che la tappa arriva un po’ troppo presto, ma assicuro che ne vale la pena!

La ciclabile della Drava, conosciuta anche come San Candido – Lienz, è estremamente popolare: lunga il giusto, con l’emozione dell’espatrio, in discesa dolce. Se non l’avete fatta vi consigliamo di farla. Attrezzatissima con servizio di noleggio biciclette, bici-grill a volontà, anche lo spaccio della Loacker, e treno per riportare tutti a casa la sera. In più Lienz vale una passeggiata.

Si parte con la Drava che è poco più di un ruscello e man mano la si vede ingrandirsi fino a diventare un fiume imponente. Non è molto famosa solo perché è un affluente del Danubio anche se (e non lo sapevamo) è il fiume più lungo che scorre anche in Italia: infatti è ben più lunga del Po, anche se in Italia scorre per pochi chilometri. Per noi è solo una tappa. Da anni volevo vedere un po’ di più della ciclabile della Drava: sapevo che andava avanti ancora parecchio e volevo provarne almeno un pezzo. Ed è così che, prima di entrare a Lienz, mettiamo la freccia a destra e seguiamo il corso del fiume nella sua strada verso Spittal. In breve passiamo dall’Öst Tirol alla Carinzia e ci fermiamo in un paesino di nome Oberdrauburg (non sono un asso del tedesco ma secondo me vuol dire “paese sopra la Drava”).

Che siamo in Austria si vede subito: Il campeggio dove ci fermiamo ha dei prati perfetti e un sistema di piscine compreso nel prezzo. Poi ci sono una piazza, un paio di caffè e… un supermercato! Io impazzisco a vedere i supermercati esteri, perché sono diversi dai nostri e hanno un sacco di articoli strani: carne con salse improbabili, biscotti di forme strane, bretzeln col formaggio. Insomma, tutte cose che la vostra mamma non vi farebbe acquistare. Sistemata la tenda e fatta la spesa non resta molto da fare a Oberdrauburg. Tranne un bagno di sole e uno in piscina.

Intanto è mercoledì. Grazie a Internet e al roaming europeo (pochi anni fa l’uso di Internet dal telefono fuori dei patri confini sarebbe stato piuttosto costoso) teniamo sott’occhio le previsioni del tempo. Il nostro piano è prendere un treno la mattina di sabato da Villach, e arrivare pian piano a casa, ma sembra che venerdì sera ci sarà pioggia… che faremo?


CHIARADopo il riposo di ieri ora di nuovo in sella. Pedaliamo lungo la Drava con ben pochi compagni di viaggio, altro che i bagni di gente visti in altri tempi pre-covid. Dopo Lienz non c’è proprio nessuno. Il silenzio che ci circonda mi permette di ascoltare il ritmo della pedalata e riesco a combinarlo con il ritmo dei miei respiri e mi viene da pensare che il ritmo della bici sia quello della vita. Questa esperienza mi sta facendo apprezzare il piacere del percorso, dell’attesa, della conquista. Strano: spesso avevo pensato che il maggior tempo necessario per andare in bicicletta in un posto fosse tempo “perso”, solo ora per la prima volta mi viene da pensare che sia un tempo “recuperato”. Certo che la bici elettrica fa la differenza… generalmente, con la bici normale, il mio ritmo … arranca. Sono davvero felice di riuscire a condividere con Francesco questa esperienza di viaggio, anche perché ci sta regalando la possibilità di un tempo tutto nostro.