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10/11
«Dopo il lockdown che ne dici di fare una vacanza in bicicletta ?»

Decima parte

Fiori, pigne, legnetti e spighe!


FRANCESCO - La mattina ci regala una foto delle bici in assetto da viaggio: la mia è quella sulla destra, dove pedala solo l’umano!

La colazione (ormai lo avete capito che è uno dei punti forti della nostra giornata) è da uno dei bar della piazza del paese: ci sono le brioches super-unte di tipo austriaco che tanto mi piacciono, mentre per il caffè… era meglio in Italia!

Un fattore che non riesco mai a considerare per bene è il dislivello: questa tappa, spesso sull’argine del fiume, a volte si stacca da esso, e fa qualche sali-scendi che mi affatica un po’. Inoltre, ormai siamo scesi abbastanza di quota, e quindi la giornata si fa piuttosto calda. Infine, siccome puntiamo al lago di Milstatt (Millstattersee), dove ci fermeremo al paese a monte, che è Seeboden, dobbiamo lasciare la valle della Drava per andare in quella del lago. Se ci mettete che la batteria di Chiara fa un po’ di capricci alla fine, posso dire che siamo contenti di arrivare. In compenso i panorami sono di prim’ordine.

La fatica è ampiamente ripagata: il panorama del lago è fantastico! Andiamo al camping Winkler. Non vi dice niente? Henry Winkler è Fonzie! Giurerei che il gestore gli assomiglia molto. O sto facendo troppa bicicletta. Purtroppo, il campeggio è in pieno sole e senza un solo albero, per cui anche lo stare vicino alla tenda è improponibile: per fortuna c’è a due passi un parco alberato in riva al lago dove pranziamo romanticamente mano nella mano su una panchina.

Nel pomeriggio scopriamo che il campeggio ha anche una spiaggia privata e quindi sole e tuffi! Per cena riusciamo a cucinare addirittura del salmone.

E le previsioni? Oggi è giovedì e domani sera prevedono brutto tempo. Ci pensiamo e ripensiamo. Vediamo anche se ci sono delle stanze a Villach, ma hanno tutte dei prezzi alti. Scopriamo però che la tappa finale non è poi tanto lunga, e che c’è un treno (sembra) verso le 13 che, con cambio a Udine e a Treviso, ci dovrebbe portare a casa. Accorcia la gita di una notte, ma non taglia chilometri. In compenso ci evita una probabile serata sotto la pioggia.

CHIARA – Quanti panorami mozzafiato e vegetazioni diverse abbiamo visto in questi giorni: sempre costeggiando dei fiumi abbiamo visto prati, frutteti, boschi di latifoglie, foreste di conifere, pascoli e ora grandi campi di frumento e orzo. Ogni ambiente aveva un profumo diverso. Io ho un po’ la fissa di dare un nome alle piante e Francesco subisce i miei rallentamenti. Per fortuna non abbiamo proprio spazio, altrimenti mi sarei di continuo fermata a raccogliere fiori, pigne, legnetti e spighe!