INDICE RACCONTI 
2/7
«Tour d'autunno: Rijeka – Dubrovnik e ritorno»
di Luca Vignazia

Seconda parte

Capitalisti di valori astratti


La Jadranska Magistrala, in questo secondo giorno di pedalata, mi ha messo a dura prova.

Il tratto da Zadar fino a Sibenik è una strada dritta e percorsa da numerose auto e da molti camion: la tensione mi ha affaticato più dello sforzo fisico. Solo per circa 13 chilometri, tra i paesini di Ivinj e Vodice, ho trovato un'alternativa meno scorrevole e quindi meno trafficata, dove ho potuto distrarmi godendo della compagnia del mare.

Da Sibenik, per fortuna, la Magistrala è disegnata seguendo il profilo di un promontorio che si protende verso il mare, e così, pedalando, ho potuto ammirare la sua bellezza; anche su questo tratto, però, le auto erano troppe e troppo invadenti: difficile rilassarsi.

Prima di Split ho incontrato un ciclo viaggiatore spagnolo, partito da Barcellona in bici a settembre e diretto a sud: deve rientrare a casa per fine novembre e viaggia senza fretta.

Ho riflettuto sul nostro diverso approccio: lui pedala 50 chilometri al giorno, io sto in sella mediamente per 200 chilometri. Io ho una finestra limitata in una settimana, anche perché le previsioni meteo sono allarmistiche e sembra che da lunedì il tempo peggiorerà radicalmente; lui è in giro da mesi e ha ancora più di trenta giorni davanti a sé.

Apprezzeremo cose e vivremo situazioni diverse: io non sono qui per aumentare la distanza o il dislivello annuali percorsi in bici o per aggiungere il nome di un qualche paese alla lista dei luoghi visitati.

E probabilmente anche il suo viaggio non è finalizzato a infrangere qualche record. Semplicemente siamo entrambi alla ricerca di emozioni.

Siamo “capitalisti di valori astratti”: desideriamo sentire i luoghi come sono in una realtà non filtrata dall'abitacolo di un auto o dai cavalli di un motore. Quando siamo in bicicletta non ci sono sconti. In bicicletta siamo noi gli attori principali.