INDICE RACCONTI 
5/7
«Tour d'autunno: Rijeka – Dubrovnik e ritorno»
di Luca Vignazia

Quinta parte

Un piatto da campioni


Dopo qualche chilometro è ora di pranzare: vedo una locanda lungo il fiume Narenta. Sotto la veranda che è accarezzata dalle acque tranquille del fiume, non c'è nessuno, tranne cinque uomini che fumano e bevono e un cagnolino che ogni tanto abbaia. Mi siedo e mi portano il menù: mentre rifletto su cosa potrebbe contribuire, oltre al succo bevuto poco prima, a farmi arrivare a Split, la signora proprietaria del locale viene al tavolo e capisco che vuole propormi il piatto del giorno: tenta di spiegarmi di cosa si tratta ma la lingua non la conosco e ogni suo tentativo è vano. Quando vede che non capisco, mi dice di seguirla all'interno della locanda. Si apre una porta a da quella che penso sia la cucina esce un uomo sdentato con in mano un piatto che contiene una specie di canederlo di carne accompagnato da poche patate. In un inglese stentato mi dice che questo è il piatto preferito di un campione di kajak ungherese che viene qui a d allenarsi. Non posso che accettare e gli dico che va bene, ma che voglio più patate. Torno a sedermi e quando arriva la signora con il mio piatto, con due polpettone e mezzo chilo di patate, mi domando se ce la farò a mangiarlo e poi a digerirlo. Mi chiedo anche se vanificherà le proprietà del succo del melograno o le potenzierà. A fatica finisco tutto e, quando sto per finire, arriva la solita signora che, in omaggio, mi porta due mandarini. Sono pieno di mandarini e non so più dove metterli. Ne mangio uno per cortesia, pago 10,00 euro, sarebbero 9,00 ma le lascio la mancia, e riparto, carico di energia, di patate e soprattutto di mandarini.
La miscela di melograno ,carne e patate che si crea nel mio corpo mi annebbia fino a Makarska: qui dopo un paio di esplosioni, entra in circolo e, come mi era stato garantito, mi permette di spingere, come se non ci fosse un domani, fino a Split dove passerò la notte dopo una cena, forse non necessaria ma dovuta prima di affrontare la tappa di domani. Devo assolutamente annotarmi il nome del ristorante e chiamarlo, per farmi dire la ricetta magica del polpettone di carne con patate del campione ungherese di kajak.