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Il mistero del Gazebo giallo
Il nostro anonimo socio ritorna a "Quante storie per una bici" con un nuovo racconto breve.

Avete notato che è scomparso il Gazebo giallo ? Chi è il colpevole ?

Ebbene sì, sono stato io. Nonostante il riscaldamento climatico, ormai vivevo con 4 strati di maglioni, gli interminabili sabati nella desolata steppa dei martiri con temperature siberiane erano diventati un incubo.

Avevo programmato tutto, nascosto dietro una colonna, appena Gianfranco si è distratto per parlare con la sorella, mentre Claudio si era assentato per l'ennesimo caffè e Roberta era in lieve ritardo, mi sono calato il passamontagna e rapidamente ho dato fuoco ai vari manifestini e cartine della Grande Pedalata, incendiando poi il tetto del Gazebo. Mi sono quindi dileguato nella fitta nebbia.

“Ora sei tormentato dal rimorso, vero ?”

Macché, ho sempre odiato le bici: a me piacciono le auto !!

“Cosa farai allora, sai che sarai punito e radiato a vita?”

Parto subito, passo lo STELVIO e raggiungo la mia antica amante MERCEDES, sai che è un TIPO. Mi aspetta nella nostra DACIA in Andalusia, dove è ancora caldo, potrò togliermi tutti i GOLF e godermi il nostro GIARDINETTA, dove ho una coppia di PANDA, ci sono API e VESPE e perfino un LEON e un JAGUAR ammaestrati, sono innocui come un TOPOLINO, se li vedo nervosi ho una LANCIA elettrica. Poi via al mare, HONDA su HONDA, un MINI bagno e PUNTO a capo. Brinderò con uno spumante FERRARI e FIAT voluntas dei.

Sani !!